LÉNGUA MÊDRA

Rèș e la nôstra léngua arșâna

La Lingua Madre della Reggianità è il dialetto Reggiano a cui questo sito rende omaggio con il progetto di un gruppo di amici mossi dallo stesso interesse.

UNA PROPOSTA DI LÉNGUA MÊDRA

La grafia del dialetto reggiano esiste, usiamola (non costa nulla)

 

Capita spesso da qualche tempo di imbattersi in insegne, etichette di prodotti, magari nomi di piatti in un menù o perché no, di gadgets, scritti in reggiano. Altrettanto spesso la grafia di queste parole non è corretta.

Premettiamo che per chi come noi di Léngua Mêdra si occupa con passione di lingua reggiana è motivo di soddisfazione vedere estendersi, non importa se in molti casi con scopi commerciali, l’uso del nostro dialetto (ma preferiremmo dire sempre ed in ogni caso lingua). Siamo soprattutto per una valorizzazione del reggiano come sviluppo di un bilinguismo che permetta di arricchire l’espressività del proprio pensiero, mentre ci interessano assai meno gli aspetti identitari o folclorici.

Dispiace però vedere storpiature, approssimazioni, errori veri e propri che mortificano il lodevole intento iniziale. Chi siamo noi per dire ciò che è corretto, giusto o sbagliato? Non esiste una nostra Accademia della Crusca (non esageriamo), ma esistono testi e studi che hanno portato lo stato dell’arte all’attuale situazione, a partire dall’opera, encomiabile, fatta a cavallo dei due secoli da Luigi Ferrari e Luciano Serra con i loro dizionari reggiano-italiano prima e successivamente italiano-reggiano. Più recentemente la pubblicazione della “Grammatica del dialetto reggiano” di Denis Ferretti, presenta alcune proposte che premettono di perfezionare l’uso del reggiano scritto – grazie anche all’evoluzione tecnologica nella tipografia – e nel quale si riconoscono più o meno tutti coloro che si occupano di dialetto. Purtroppo, non esiste uniformità di scelte in ambito emiliano-romagnolo per quanto riguarda la restituzione grafica di suoni che sono sì differenti, ma anche spesso simili fra loro; ci sono segni diacritici e accenti usati a volte in modo opposto, ma qui vorremmo limitarci al nostro territorio. Va anche detto che la grafia del dialetto reggiano, per consentire di esprimere appieno i suoni presenti, è assai più ricca di sfumature dello stesso italiano e, proprio per questo, anche più raffinata e certamente più complessa.

 

Questa complessità porta molti a mal sopportare l’uso di tutti i segni aggiunti, sostenendo che sono inutili e appesantiscono solamente la lettura: può essere forse vero nell’ambito della poesia, ma se ad esempio dobbiamo fare l’insegna di un negozio, una cosa che costa soldi ed è destinata, si spera, a durare anni, oppure l’etichetta di un prodotto, perché non farla con la grafia uniformata? Ciò avrebbe anche un valore pedagogico e aiuterebbe tutti a familiarizzare meglio con la forma scritta. È così che noi di Léngua Mêdra abbiamo pensato di proporci per rispondere a tutte le richieste che ci verranno fatte relative a progetti di attività commerciali, prodotti o anche altre iniziative ed eventi che prevedano l’uso del lessico reggiano. Ci si può contattare all’indirizzo: lenguamedra@gmail.com per avere una grafia il più possibile corretta in reggiano; lo possiamo fare in brevissimo tempo ed è un servizio totalmente gratuito. Quindi, per favore, usateci! Anzi, druvês!

dal CENTRO PER LO STUDIO DEL DIALETTO REGGIANO

 
Si è tenuta il 17 Gennaio 2026, presso la Sala Civica “Adriano Corradini” di Albinea, una Seduta di studio – Convegno in occasione della 14^Giornata  Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali promossa dalla UNPLI (Unione Nazionale delle Pro Loco Italiane).
Il convegno è stato promosso dalla Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi, presieduta dal prof. Giuseppe Adriano Rossi, in collaborazione con il Centro Studi sul Dialetto Reggiano e il Comune di Albinea, con il patrocinio della Società Reggiana di Studi Storici e la Pro Loco di Albinea.
Dopo gli indirizzi di saluto di Giuseppe Adriano Rossi, della Sindaca di Albinea Roberta Ibattici, di Giuliano Bagnoli, Presidente del centro sudi sul dialetto reggiano, di Angela Chiapponi , Presidente della Società reggiana di studi storici e di Antonella Incerti, Presidente della Pro Loco, sono intervenuti:
  • Lisa Bellocchi, che ha annunciato la prossima pubblicazione del nuovo  bando del Premio Ugo Bellocchi per studi e ricerche sul dialetto reggiano.
  • Giuseppe Giovannelli: Metodologia della raccolta della poesia popolare. Note per gli insegnanti elementari (anni ’70 del ’900).
  • Normanna Albertini: Tra rèmli e löšghe: il paesaggio linguistico e ‘corporeo’ della media montagna reggiana.
  • Giuliano Bagnoli: La “storia della letteratura dialettale reggiana” (1946) di Guido Laghi (1922-1993): trascrizione e studio.
  • Piero Nasuelli: Inomi della piante nel dialetto reggiano” (1915) di Carlo Casali, socio della Società Agraria
  • Nel corso della seduta Franco Ferrari e Monica Incerti Pregreffi, lettori ufficiali del Centro Studi sul Dialetto Reggiano, hanno letto testi concernenti le relazioni.
Gli Atti del Convegno saranno pubblicati nei prossimi mesi nel  Bollettino Storico Reggiano intitolato Dialectalia Regiensia VIII. Il Bollettino è spedito gratuitamente ai Soci della Deputazione (per iscrizioni scrivere al Presidente prof. Giuseppe Adriano Rossi (deputazionereggioemilia@gmail.com). Il Bollettino sarà inoltre disponibile presso la Biblioteca “Panizzi” di Regguio Emilia  o alla Biblioteca “Neruda” di Albinea.
PROSSIME INIZIATIVE
Martedì 3 febbraio (ore 15-17), presso l’Università del Tempo Libero di Bagnolo in Piano (via Provinciale Sud 2/B) il Dr. Giuliano Bagnoli terrà una lezione dal titolo: Dal dutòur: Proverbi della tradizione popolare reggiana, con letture di Franco Ferrari e Monica Incerti Pergreffi.
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Giovedì 5 febbraio (18,00), presso la Sala del Capitano del Popolo-Hotel Posta Piazza del Monte 2- Reggio Emilia verrà presentato il volume di Renzo Boni: Usi costumi e tradizioni nelle campagne reggiane del Novecento , con interventi di  Renzo Boni, Luca Casoli e Giuliano Bagnoli.

 

I DIALETTI DELLA NOSTRA PROVINCIA

 

Fin dalla sua nascita, Léngua Medra ha capito l’importanza della trasmissione di molti contenuti del sito attraverso la registrazione audio: i dialetti sono prima di tutto lingue tramandate nel corso dei secoli per via orale e solo in tempi relativamente recenti (e difformi nelle varie realtà) hanno avuto una loro “standardizzazione” grafica. Nonostante il dialetto non sia più la lingua della quotidianità, molti capiscono ancora molto bene il loro “dialetto o lingua-madre” che dir si voglia, ma stentano a parlarla e ancor più a leggerla.
La bellezza del dialetto sta proprio nei suoi suoni, nei suoi fonemi estremamente variabili ma sempre perfettamente riconoscibili da chi li ha sentiti nella sua infanzia. Ecco, la prima ragione che ci ha spinto a creare questa Fonoteca è quella di depositare qui frammenti del parlato delle diverse aree provinciali, affinché ogni “reggiano” possa trovare un pezzetto della sua lingua madre.

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UNA POESIA PER GAZA

In solidarietà con il popolo palestinese

Questo contributo ci è stato gentilmente concesso  da Maurizio Montipò Spagnoli, ricercatore del CEIPAZ (Centro di Educazione e Ricerca per la Pace) e membro dell’Istituto per i Diritti Umani, la Democrazia, la Cultura di Pace e Non Violenza dell’Università Autonoma di Madrid (UAM). Léngua Mêdra ha aderito all’iniziativa promossa da CEIPAZ di pubblicare un podcast contenente la recitazione multilingue di una  poesia  di resistenza palestinese, “Se dovessi morire” di Refaat Alareer, in cui il poeta racconta a Shymaa, sua figlia, e al mondo, il presagio del suo tragico “dovere di morire”, non per mortalità naturale, ma sotto le condizioni di violenza strutturale dell’occupazione coloniale della Palestina. È un documento forse unico al mondo per il coro di lingue e dialetti che si possono ascoltare, ma è anche una documentatissima ricostruzione della storia recente della Palestina e della sua colonizzazione da parte di Israele. 
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L’Arşanèin: abbiamo pensato di chiamare cosi questo nos-
tro vocabolarietto dialettale, di poco più di mille parole. Per-
ché è un piccolo vocabolario destinato ai piccoli, ai bambini
che speriamo di incontrare numerosi nelle scuole, nelle biblioteche
e in altri luoghi di aggregazione, per far conoscere
loro la nostra lingua madre. Sperando che lo portino nelle loro
case e che susciti la curiosità anche di quella “generazione di
mezzo” che ancora comprende il dialetto, ma lo parla poco,
fatica a leggerlo e ancor più a scriverlo. Sperando che sia un
ponte per far dialogare nonni dialettofoni e nipoti in una lin-
gua altrimenti destinata a scomparire o a corrompersi irrime-
diabilmente.

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Il “racconto perfetto”

CÀ D CHJ ÊTER
di Silvio D’Arzo tradotto e letto da
Denis Ferretti

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Le poesie di

SAVINO RABOTTI

nel dialetto della valle del Tassobio
lette da Normanna Albertini

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ELOGIO DEL LINGUAGGIO
E DELLA PAROLA

Riflessioni e mappe concettuali di
Rolando Gualerzi 

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IL “NOSTRO” PASOLINI  

Il periodo reggiano di PPP e le POESIE A CASARSA tradotte  in dialetto da
Gian Franco Nasi

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Ş E LA BICICLÈTA

Un viaggio nella storia della bicicletta, passando per Reggio tra una pedalata in italiano e una in dialetto

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MÈNEGH 

Cavriago nelle rime di di Domenico  Bonibaldoni

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ULTIMI ARTICOLI

Qui di seguito troverete gli ultimi articoli pubblicati dal nostro gruppo. Per visualizzare l’intero archivio delle pubblicazioni, vi basta cliccare sul pulsante in basso o direttamente sulla voce del menu.

RAFFAELLO BALDINI

Si possono tradurre le poesie di Raffaello Baldini in un altro dialetto? La loro bellezza spinge a fare un tentativo, se non altro per favorire la conoscenza di questo straordinario poeta.

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PARÔLI ARŞÂNI

Parole, modi di dire, grammatica e pronuncia del dialetto reggiano. Nella consapevolezza che la memoria si esaurisce pian piano con l’avvicendarsi delle generazioni, e solo la conoscenza può pienamente sostituirsi ad essa.

LA NÔSTRA NÂTURA

Questa pagina è dedicata alla natura del territorio che ci circonda, che con la sua estensione dal Po fino ai 2000 metri del Cusna, ci offre la sua complessa e sorprendente biodiversità.
Una ricchezza che, a differenza di oggi, era intimamente conosciuta dalle generazioni che ci hanno preceduto, come dimostra il fatto che ogni animale ed ogni pianta od erba presenti sul territorio era nota ed identificata col suo nome in dialetto reggiano.
Il lavoro di ricerca portato avanti da alcuni di noi è volto ad identificare le specie faunistiche e floreali presenti sul nostro territorio, ed a rievocarne il loro nome reggiano.

DIALÈT E POEŞÈIA

Parole, modi di dire, grammatica e pronuncia del dialetto reggiano. Nella consapevolezza che la memoria si esaurisce pian piano con l’avvicendarsi delle generazioni, e solo la conoscenza può pienamente sostituirsi ad essa.

CARTULÈINI ED RÈŞ

Dedichiamo questa piccola Galleria a “Luoghi ed Eventi di Reggio” che presentano secondo noi una loro caratteristica di originalità o di un’attività a volte sorprendente misconosciuta, o rinnovata alla nostra memoria in modo non convenzionale.

7 FOTOGRAFI PER OTELLO SARZI

Una mostra fotografica dedicata al maestro burattinaio Otello Sarzi, allestita in occasione delle celebrazioni del centenario della sua nascita. Opere di 7 grandi fotografi: Vasco Ascolini, Gianni Berengo Gardin, Gianni Biccari, Ivano Bolondi, Claudio Salsi, Enrica Scalfari e Alfonso Zippoli.

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PERSONÂG ED RÈŞ

La nostra piccola Galleria di “Personaggi Reggiani”
Non necessariamente Personalità illustri, che presentano secondo noi una loro caratteristica di originalità o di un’attività a volte sorprendente sconosciuta ai più.

VILMO DEL RIO

In questa videointervista e nel testo di accompagnamento, Vilmo Del Rio, il “papà” di “Albinea jazz”, ripercorre gli inizi di questa importante manifestazione musicale giunta alla 34^ edizione, arricchiti da ricordi personali di tanti artisti, pensando ai possibili scenari futuri.

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GINO BONDAVALLI

Gino Bondavalli, l’ ómm ch’al balêva sòvra al ring e al scrivîva atâch ai mûr, campione europeo dei pesi piuma nel lontano 1941, in un ritratto firmato dal nostro Merlino.

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NELLO OLIVETTI

Una video-intervista ad un campione reggiano del ciclismo dilettantistico degli anni ’50 del secolo scorso, vincitore di ben 102 gare.

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LA FÔLA DAL MÈIŞ

Al fôli, nel nostro dialetto, sono le favole o le storie un po’ fantasiose che si raccontavano durante i filôs nelle stalle. Le nostre fôle sono piccoli contributi, in forma scritta o di brevissimi video, che produciamo con cadenza mensile e diffondiamo in collaborazione con la biblioteca comunale “Pablo Neruda” di Albinea. Modi dire, proverbi, leggende, canti popolari e tanto altro ancora, secondo quello che la nostra curiosità, di volta in volta,  ci suggerisce.

Contributi brevi però, anche perché tutti i reggiani hanno imparato fin da bambini che la fôla ed l’ôca l ē bèla s’l ē pôca.

Reggianità: vocabolo che non troviamo appunto nei vocabolari, ma che secondo noi, esiste a pieno diritto nelle stesse accezioni riconosciute al termine Italianità, cioè:
1- L’essere conforme a ciò che si considera peculiarmente reggiano o proprio dei reggiani nella lingua, etnia, cultura, e
2- L’appartenenza alla civiltà, alla storia, alla cultura e alla lingua reggiana, e soprattutto la consapevolezza di questa appartenenza.

Ecco quindi questa piazzetta che abbiamo aperto spontaneamente per condividere con tutti quelli che vorranno frequentarla, questa nostra appartenenza alla Reggianità.
Lo facciamo con i nostri contributi più disparati, che articoliamo man mano in pagine e sezioni dedicate; forse siamo un po’ ambiziosi, ma confidiamo nell’ attenzione, nei contributi, spunti, idee e suggerimenti da parte di tutti.

PROGETTO A CURA DI

Paolo Gibertini   –   Rolando Gualerzi   –   Gian Franco Nasi   –   Luciano Cucchi –
Isarco Romani   –  Denis Ferretti – Livio Ferretti –  Betty Bertani – Brunetta Partisotti 
Corrado Barozzi – Andrea Gibertini  – Alberto Tinterri –  Filippo Bonazzi