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BICICLÈTA, RAGÂS E RAGÂSI

 

 

                             Stanislao Farri, 1975 ca. Biblioteca Panizzi – Reggio Emilia

«…bisogna mettere le scarpe sui pedali
le mani sul manubrio
e poi si inizia a pedalare…»

Lorenzo, 3 anni

Oggi come ieri i bambini amano la bicicletta e in più hanno dalla loro parte il “mercato”, che interpreta e soddisfa i bisogni di ogni categoria di consumatori. Già dall’età di poco più di due anni, possono andare sulle minuscole biciclette senza pedali, con le quali possono sviluppare il senso dell’equilibrio. Subito dopo hanno a disposizione biciclette coloratissime, accessoriate come quelle di mamma e papà. Insomma, la bicicletta è più viva che mai e chissà come ricorderanno la loro prima bicicletta le generazioni future.

Pensando al rapporto dei bambini reggiani con la  bicicletta vengono in mente due pensieri.

Il primo va alla bellissima installazione Bicitante presso il sottopassaggio della Stazione ferroviaria di Piazzale Marconi, a cura dell’Associazione Internazionale Amici di Reggio Children, Scuole e Nidi d’Infanzia –Istituzione del Comune di Reggio Emilia e da REMIDA, Il Centro di Riciclaggio Creativo.

Il secondo pensiero va alle attività messe in campo dall’Associazione TUTTINBICI di Reggio Emilia, affiliata alla Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (FIAB), per avvicinare bambini e ragazzi al piacere del pedalare e educandoli al rispetto dell’ambiente.


Bicitante

 

Bicitante è la realizzazione nel 2007 di un progetto complesso e intelligente, che fece incontrare molti e diversi soggetti e che aveva molte finalità: sviluppare la fantasia e la capacità creativa dei bambini; insegnare il valore del riciclaggio; creare un legame ideale tra il Centro “Loris Malaguzzi”, all’epoca in fase di apertura e il centro della città, ecc., tutto ricordato nel bel volume Bicitante, edito da Reggio Children nel 2011.

È un omaggio delicato e poetico ai ciclisti reggiani fatto con gli occhi e la fantasia di bambini e ragazzi delle scuole reggiane. Una visione che corregge quella dell’ assembramento caotico di biciclette, molte delle quali mutilate, accatastate, arrugginite, “scatenate”, incatenate, qualcuna sicuramente rubata, presente a quel tempo sul piazzale.

All’esclamazione di Chiara, la bimba di 3 anni che vedendo i tanti disegni prodotti dai bambini, se ne uscì con quel Bicitante che diede il nome all’installazione, accosto personalmente il ricordo di mio nipote Iacopo, romano, che a 3 anni circa, uscendo dalla stazione, disse felice indicando i ciclisti che passavano in quel momento: – “bitachette” (o qualcosa di simile). Aveva immediatamente percepito il segno più tangibile della differenza fra una città ancora vivibile e una città caotica, aveva “citato”, senza saperlo, l’antropologo Marc Augé che scrisse nel 2008 “…. in città di media grandezza come Modena, Bologna e Parma , in cui la qualità della vita risulta evidente a qualsiasi visitatore straniero, in particolare per lo spettacolo offerto dai ciclisti che circolano in tutte le direzioni in totale tranquillità” [Marc Augé: Il bello della bicicletta, Bollati Boringhieri, 2008].

Più delle nostre parole, che non saprebbero aggiungere altro a quanto contenuto in quel volume, ci sembra utile riproporre nell’immagine che segue la presentazione sintetica dell’installazione del sottopasso, posta a fianco dei pannelli, perché da quel luogo ci si passa generalmente in modo frettoloso ed è poco probabile che ci si fermi qualche minuto per capire meglio il senso di quella operazione.

 

 

Prima di proporre alcune immagini delle biciclette inventate o sognate dai bambini reggiani, è bello rileggere una piccola riflessione di Giovanni Piazza, ideatore del progetto,  contenuta nel libro citato:

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“Le biciclette così elaborate a REMIDA e nelle scuole, allestite su pannelli bianchi appesi ai muri del sottopasso, si rincorrono, si svelano nei loro segreti compositivi e nelle loro inconsuete forme agli occhi delle persone che lo percorrono. A una prima fuggevole vista appaiono un po’ simili fra loro, sembrano nate tutte dalla stessa officina, in realtà sono state realizzate in luoghi diversi con diversi percorsi immaginativi, formali e compositivi. Forse può succedere alle biciclette re-inventate un po’ come alle nuvole, che dopo averne viste tante, paiono essere tutte uguali ma, come per le nuvole, anche le biciclette si rivelano continuamente diverse, a uno sguardo più attento”.

 

   Elettra, 6 anni: Mia sorella in bici

 


 

Il secondo pensiero, come anticipato,  va alle iniziative promosse dall’Associazione TUTTINBICI di Reggio Emilia, affiliata alla Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (FIAB), per avvicinare i giovani al mondo della bicicletta.

BICIBUS

A tutti sarà capitato di incrociare lunghe file di bambini in bicicletta che si recano o tornano dalla scuola, con il loro zainetto in spalla e casco giallo in testa. E’ il BiciBus, trasferimenti protetti, senza un accompagnamento individuale.
Sono immagini ormai consuete per noi, ma non ci si deve dimenticare che sono il frutto di un grande lavoro di convincimento e coinvolgimento delle Amministrazioni comunali e scolastiche portato avanti da Tuttinbici. E’ una conquista che va protetta e rilanciata continuamente, come ha fatto Tuttinbici nell’estate del 2020, prima della riapertura delle scuole.

Il progetto non consiste solo nell’organizzazione dei trasferimenti. Prevede un coinvolgimento delle scuole con concreti suggerimenti per gli inseganti, in modo che questi piccoli viaggi entrino nella didattica attraverso l’esperienza diretta. Tuttinbici suggerisce, ad esempio, la costruzione di mappe per gli spostamenti di ogni bambino; uscite guidate in cui osservare il traffico, i punti pericolosi, la segnaletica, documentando con fotografie e riflessioni quanto osservato. Per i più grandicelli, si può far leva sulla conoscenza del mezzo, la sua manutenzione e le sue componenti (e noi suggeriamo anche di consultare la nostra Anatomia ed la biciclèta, così si possono imparare anche termini dialettali). Per i più grandi si può parlare di risparmio energetico e riduzione dell’inquinamento .

 

 

BIMBinBICI

 

 

BimbinBici è  invece la manifestazione di festa che si tiene ogni anno nel mese di ottobre in cui si danno appuntamento tutti coloro (grandi e piccini), che amano la bicicletta, la natura e desiderano vivere in un mondo sostenibile. Bimbimbici vuole sollecitare una riflessione sulla necessità di creare zone verdi e piste ciclabili per aumentare la vivibilità dei centri urbani dando spazio alle persone in piena sicurezza.

 

IL TESORO A PEDALI

 

IL “Tesoro a pedali” è  un laboratorio itinerante sulla meccanica, la fisica e la storia della bicicletta, costituito da 18 pannelli mobili in cui è descritta l’evoluzione tecnica della bicicletta, e 6 stazioni con una attrezzatura che mostra in modo semplice ma efficace i fenomeni fisici legati al funzionamento della bicicletta come, ad esempio, gli attriti o l’effetto giroscopico.

La mostra viaggia da alcuni anni tra le scuole della provincia per promuovere la cultura e la pratica della bicicletta tra gli studenti di scuole di ogni ordine e grado. Anche in questo caso, la finalità dell’iniziativa di Tuttinbici è quella di stimolare nei più giovani la curiosità e l’interesse per questo mezzo, in modo che in futuro, da adulti, lo considerino come il mezzo di prima scelta per i loro spostamenti cittadini.

 

 

A SCUOLA DI BICI

Da diversi anni ormai, l’associazione di cicloecologisti FIAB Reggio Emilia TUTTINBICI promuove il Progetto “A Scuola di bici” per favorire il cambiamento delle abitudini dei ragazzi e delle ragazze riguardo alla mobilità. “Meno auto e più biciclette quindi, per sviluppare un’idea di una città più vivibile e di un’aria più respirabile.” Per i promotori del progetto, la scuola deve essere grande protagonista nella promozione di nuovi stili di vita, in particolare nel campo della mobilità. Il progetto ha come scopo di far conoscere agli studenti il territorio della loro città e provincia; di creare esperienze condivise; di stimolare l’uso della bicicletta nei percorsi casa–scuola; e di introdurre l’insegnamento e la pratica della mobilità sostenibile, in particolare tramite l’uso della bicicletta.

E dai commenti dei ragazzi si comprende quanto queste esperienze siano importanti per la loro crescita ambientalistica e culturale:

“Gli educatori, visto che era la nostra prima gita, ci hanno detto un po’ di cose sulla strada, sulla bici, soprattutto in città. Io la bici non la usavo praticamente mai e mi è piaciuto riprenderla in mano dopo tanto tempo”. “C’erano molti campi concimati, quindi non c’era un buon odore e il terreno era bagnaticcio, quindi, la bici si bloccava ed era facile scivolare. Abbiamo anche visto un campo di zucche che stavano crescendo e delle vigne”. .
.
“Il paesaggio urbano non mi è piaciuto. Forse perché lo conoscevo già, forse per lo smog, fatto sta che – finito questo – ho scoperto che il paesaggio rurale era completamente diverso, tra l’odore della terra e del polline, tra le faticose salite e le divertenti discese. La campagna reggiana non mi è mai apparsa così bella”. .

“Siamo arrivati a una pista di atterraggio per paracadutisti, in quel momento la vista era mozzafiato. Ho fatto qualche foto, poi siamo ripartiti fino alla Villa Levi”. “Villa Levi era la casa dell’uomo che portò il primo acquedotto a Reggio Emilia. Successivamente è diventata una sede di facoltà di scienze dell’Università di Bologna” .

Per la stesura di queste note ci si è avvalsi di quanto riportato in: Ivanna Rossi, Gianfranco Fantini: Almanacco dei ciclisti illuminati, Edizioni Bertani &C, 2019 e da quanto riportato nel sito Il Progetto “A Scuola di bici” – FIAB Reggio Emilia Tuttinbici

 

 

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