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ARŞÂN

 

 

 

 

INCONTRI  editrice
Anno: 2021
Pagine: 232
Prezzo: 20,00

 

Un libro veramente importante per tutti i cultori del dialetto reggiano, in cui Pantaleoni descrive i reggiani e i popoli confinanti con le definizioni che ne sono state date nel corso dei secoli, con l’ironia e la schiettezza del dialetto. A seguire, i motti con cui sono stati apostrofati gli abitanti di 41 comuni della nostra provincia.  In più, una novità assoluta: testo a fronte in lingua inglese per favorire l’esportazione della conoscenza della nostra città e offrire ai reggiani una opportunità per un regalo originale agli amici che si hanno nel mondo. Importante e corposa la bibliografia.

 

 

ARŞÂN – TESTI QUEDRI
Luciano Pantaleoni  ha detto di questo libro: «Un territorio e la sua gente possono essere raccontati in molti modi. Accanto alla storia ufficiale, costruita attingendo le notizie dai documenti scritti, possiamo dare vita a una storia orale, non meno importante, tramandata da persona a persona, di bocca in bocca, che ha radici antiche e ha maturato sapere e conoscenze attraverso il lento ruminio del tempo. Sono storie minime di persone normali che, sedimentandosi, diventano il sapere di una comunità. Quell’insieme di modi di dire, storie, filastrocche, canzoni racconti e proverbi condivisi da molte persone e trasmessi da una generazione all’altra perché ritenuti saggi, giusti, veri».

 

Dalla 4^ di copertna<br>J’arsân sono persone semplici, originali che si emozionano di fronte alle magie della natura, degli uomini e delle donne.
Hanno una saggezza antica che li guida e li accompagna. Sarà la schiuma del lambrusco che bevono fin da bambini per dvientêr füreb diventare furbi che con la sua gioiosità inebriante gli conferisce leggerezza e li rende balzani, creativi.
Sarà per la nebbia che ogni tanto nasconde il mondo e li obbliga a riflettere.
Va più fort al treno, è più êlt na piópa o è più dóls al súcher?
Va più forte il treno, è più alto un pioppo o è più dolce lo zucchero? Saranno le zanzare che iniettano stimolanti veleni e li rendono immuni da nobili vanità.
Le dmei pusêr d sigòla che d caioun. E meglio puzzare di cipolla che di coglione.
Sarà per la loro cordialità e per la gentilezza già conosciuta in tempi remoti.
Perma belerma, Res gentil, Modna un purcil. Parma bell’arma, Reggio gentile, Modena un porcile.
Saranno i piumini che volano nell’aria a primavera e creano una strana atmosfera: nevica con il sole… lasciano a bocca apertae te li ritrovi dappertutto, anca su per al cul anche su per il culo o sarà la magia dei piscialetti che in un giorno diventano sufioun soffioni e il giorno dopo non ci sono più… gh ini stê?… ci sono stati?
Sarà che hanno avuto genitori coscienti del loro ruolo, da un pîr a nè mai nasû un pòm, da un pero nonè mai nata una melae nonni che gi hanno raccontato di quando, con grande fatica e un po di pazzia, hanno superato ostacoli enormi. Jan salte i fos a la lunga. Hanno saltato i fossi per il lungo.
Sarà perché hanno la testa quadrata e per questo sono unmili, caparbi e determinati.
Conferiscono grande importanza all ‘impegno, al lavoro, alla condivisione.
Agh vól na mân per tór e una per dér. Ci vuole una mano per prendere e una per dare.
Vogliono bene alle cose che fanno e sono consapevoli che il futuro deve essere costruito, giorno dopo giorno, con entusiasmo e passione.
I taró in ghan mia magnë i spigh.
I tarli non gi hanno mangiato gli spigoli.

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