Nota 2 –
a) I pronomi personali fittizi si usano esclusivamente in unione o no al pronome personale nella coniugazione dei verbi.
es. 1 Chi à parlê? mé a j ó parlê/ló l’à parlê: Chi ha parlato? ‘io ho/ lui ha parlato’
es. 2 A sûn (T’é – A sòm, ecc.) andê a cà: Io sono (tu sei – tu sei – noi siamo, ecc.) andati a casa’
b) Se si eccettuano alcune persone dell’ imperativo presente il dialetto, a differenza dell’italiano, non ammette la coniugazione dei verbi col soggetto sottinteso.
Nota 3 –
Il pronome personale fittizio a (io – noi – voi), seguito da vocale richiede l’inserimento di una j eufonica tra pronome e quella vocale.
es.: A j òm pêrs al trēno: Abbiamo perso il treno
A j ó magnê la tōrta: Ho mangiato la torta. Lo stesso avviene quando il pronome a è preceduto da vocale o da consonante.
es.: Srò j a pôch furtunê? – Sarò poco fortunato?- Sòm j a arivê trôp prèst? – Siamo arrivati troppo presto?
Nota 4 –
La j non è l’unica vocale usata con valore eufonico: anche la vocale e è usata, con valore eufonico, sopratutto davanti a s impura anche nella traduzione del sostantivo ‘domani’ di cui si hanno due versioni: dmân, e-dmân. In genere, la seconda versione si usa per evitare il susseguirsi di due consonanti.
es.- A partiròm e-dmân.
Anche la vocale a è usata, con funzione eufonica, per esempio nella traduzione del sostantivo ‘ieri’ di cui si hanno le due forme: iēr, a-iēr, per l’uso delle quali si ricorre spesso a criteri soggettivi.
Nota 5 –
Il pronome personale fittizio, alla 2ª persona singolare, maschile e femminile, si rende, oltre che con té, anche con ét. A seconda dei casi che si presentano, può essere facoltativo, oppure obbligatorio, l’uso dell’una o dell’altra voce, come risulta dagli esempi che seguono:
es. 1- Ét (té) pêr tó pêder! – Sembri tuo padre!
Frase esclamativa: uso facoltativo dell’una o dell’altra delle due voci.
es. 2- A fâgh cme ét (té) dî té – Faccio come dici tu
Quando l’avv. come indica modo o maniera: uso facoltativo dell’una o dell’altra delle due voci, pur essendo, in questo caso, più usata la voce ét.
es. 3- L’è dmèj ch’ét mâgn mēno – È meglio che tu mangi meno.
Se il verbo della frase è coniugato nel modo congiuntivo e inizia per consonante è preferibile l’uso di ét che rende più scorrevole la frase.
L’è dmèj che té rèst disocupê:
L’è ‘dmè ch’ ét rèst disocupê.
es.4-A vòj che t’ armâgn ché – Voglio che tu rimanga qui.
Se però il verbo della frase è coniugato nel modo congiuntivo ma inizia per vocale, cade l’uso di ét e ritorna quello di té.
es.5 – Ét (té) t’ afàn tròp – Ti affanni troppo.
Se il verbo della frase inizia per vocale , ma è riflessivo, è facoltativo l’uso dell’una o dell’altra delle due voci.
es. 6 – Té ch’ét sê ed lètra – Tu che sei istruito.
Se il pronome ‘tu’ è seguito dal pron. relativo ‘che’, è preferibile l’uso di ét che rende più scorrevole la frase.
es. 7 – Dém ‘s ét (cs’ét, cusa té) vō – Dimmi cosa vuoi.
Frase interrogativa indiretta: uso facoltativo dell’una o dell’altra delle due voci, pur essendo, in questo caso, preferibile la voce ét.
es. 8 –
a) Che léber lēşet? – Che libro leggi?
a) Frase interrogativa diretta: uso obbligatorio di ét che, in questo caso, perde l’accento, essendo già accentato il verbo col quale forma praticamente un solo vocabolo.
b) Srêt bòun? – Sarai buono?
b) Frase interrogativa diretta: uso obbligatorio di ét che perde la ‘e’, essendo tale pronome preceduto da vocale.
es. 9
S’ ét (s’ té) vō ch’ agh (che ‘gh) vâga, dél! – Se vuoi che ci vada, dillo!
Frase ipotetica: uso facoltativo dell’una o dell’altra delle due voci.
es. 10
Ét (té) saltarê dmân! Salterai domani!
Verbo coniugato all’ imperativo futuro: uso facoltativo dell’una o dell’altra delle due voci.
– La 3ª persona femminile singolare del pronome personale rafforzativo è traducibile in tre modi: a, la, l’.
Usiamo il primo modo (a) come soggetto dei verbi impersonali (V. es.1).
Usiamo il secondo modo (la) davanti a consonante (V.es.2).
Usiamo il terzo modo (l’) davanti a vocale (V.es.3).
es. 1
A t’ n’ impôrta prôpia! – Te ne importa proprio!
Il pronome A è soggetto di un verbo impersonale.
es. 2
La vindîva di fasô – Vendeva dei fagioli
es. 3
L’andêva sèimp’r a mèsa – Andava sempre a messa.