LÉNGUA MÊDRA

Rèș e la nôstra léngua arsâna

PRONOMI

 Un pronome è una parte del discorso, normalmente variabile, che fa le veci del nome. I pronomi si dividono in: dimostrativi, personali, possessivi, relativi, interrogativi, indefiniti.

Pronomi dimostativi

 I pronomi dimostrativi evitano la ripetizione di un nome che indica una persona, animale o cosa fisica, allo stesso tempo, ne indicano la posizione nello spazio e nel tempo rispetto alla persona che parla.

Maschile singolare

Femminile singolare

Italiano

Reggiano (1)

Italiano

Reggiano (1)

questo

còst (2)/sté/cosché (3)

questa

còsta(2)/stà/còsta ché

codesto

còl lé

codesta

còla lé

quel, quello

còl(2)/cól là

quella

còla(2)/còla lé

colui

laló

colei

lalē

costui

chiló

costei

chilē

Invariabile

ciò

cusché, cóst

Maschile plurale

Femminile plurale

Italiano

Reggiano

Italiano

Reggiano

questi

quìst/stì/quisché (4)

queste

Còsti (2)/sté/còsti ché

codesti

quî lé

codeste

cóli(2)/còli lé/quili lé

quei/quelli

quî/ lilōr/chî/quî là

quelle

cóli/lilōr/quili là

coloro

lalōr

coloro

lalōr

costoro

chilōr/ quisché

costoro

chilōr/còsti ché

1) in reggiano, per indicare una cosa, animale o persona fisica vicina (questo/a), a media distanza (codesto/a) o lontana (quello/a) a chi parla, dopo il pronome vengono poste rispettivamente le particelle “ché, lé, là“

2) usati principalmente in senso figurato o per indicare un concetto astratto.

3) “cosché” è formato da “còst” + “ché” con la caduta della “t“.

4) “quisché” è formato da “quìst” + “ché” con la caduta della “t“.

Pronomi personali

 Per quanto riguarda i pronomi personali, la faccenda è più complessa: al contrario dell’italiano, occorre sempre esplicitare il soggetto in presenza del verbo.
Inoltre esiste una forma che è un pronome personale rafforzativo che si interpone tra il pronome personale ed il verbo della prima persona singolare e della prima e seconda plurale.
Si dicono Personali i pronomi che sostituiscono i nomi di persona.
Si suddividono in tre gruppi:

Pronomi personali soggetto

I pronomi personali soggetti si suddividono in: “Soggetto” e “Soggetto fittizio o rafforzativo”

 

Soggetto

Italiano

Reggiano

io

mé

tu

té

lui

ló

lei

lē

esso

ló

noi (m.)

nuêter

noi (f.)

nuêtri

voi (m.)

vó, vuêter

voi (f.)

vuêtri

essi/esse

lōr \ i

Nota 1 – I pronomi personali soggetto ló, lē, lōr (egli, ella, essi, esse) sono utilizzati sia con funzione di soggetto che di complemento. Es.:

Ló l’à dét la veritê, lē no e lōr a j ân mìa credû a nisûn: Egli ha detto la verità, ella no ed essi non hanno creduto a nessuno.
Mé a vâgh: io vado
Nuêter (nuêtri) a magnòm: noi mangiamo
Vuêter (vuêtri) a credî – voi credete.

I pronomi personali soggetto possono essere usati con o senza il verbo (che, in quest’ultimo caso, è sottinteso). Quando però sono usati col verbo, richiedono sempre l’impiego del pronome personale rafforzativo. (es. 2).
es. 1
Chi à parlê? mé (ló, nuêter, ecc.) Chi ha parlato? ‘io (lui, noi, ecc.) (verbo sottinteso)
es. 2
Chi à parlê? mé a j ó parlê / Ló l’à parlê (presenza del verbo): Chi ha parlato? ‘io ho/ lui ha parlato’

Esistono anche le forme liló – lilē – lilōr ( quest’ultima valida per il m. e il f. pl.), risultanti dall’unione dell’avverbio di luogo lì coi pron. pers. sogg. ló – lē – lōr. Tali forme traducono l’italiano ‘lui lì – lei lì – loro lì’ e, ovviamente, sono anch’esse usate sia con funzione di soggetto che di complemento.

Soggetto fittizio o rafforzativo

Italiano

Reggiano

io

a

tu

té – ét -‘t

egli

al, ‘l

lei

a, la, l’

noi

a

voi

a

essi / esse

i

Nota 2 –
a) I pronomi personali fittizi si usano esclusivamente in unione o no al pronome personale nella coniugazione dei verbi.
es. 1 Chi à parlê? mé a j ó parlê/ló l’à parlê: Chi ha parlato? ‘io ho/ lui ha parlato’
es. 2 A sûn (T’é – A sòm, ecc.) andê a cà: Io sono (tu sei – tu sei – noi siamo, ecc.) andati a casa’
b) Se si eccettuano alcune persone dell’ imperativo presente il dialetto, a differenza dell’italiano, non ammette la coniugazione dei verbi col soggetto sottinteso.
Nota 3 –
Il pronome personale fittizio a (io – noi – voi), seguito da vocale richiede l’inserimento di una j eufonica tra pronome e quella vocale.
es.: A j òm pêrs al trēno: Abbiamo perso il treno
A j ó magnê la tōrta:  Ho mangiato la torta. Lo stesso avviene quando il pronome a è preceduto da vocale o da consonante.
es.: Srò j a pôch furtunê? – Sarò poco fortunato?- Sòm j a arivê trôp prèst? – Siamo arrivati troppo presto?
Nota 4 –
La j non è l’unica vocale usata con valore eufonico: anche la vocale e è usata, con valore eufonico, sopratutto davanti a s impura anche nella traduzione del sostantivo ‘domani’ di cui si hanno due versioni: dmân, e-dmân. In genere, la seconda versione si usa per evitare il susseguirsi di due consonanti.
es.- A partiròm e-dmân.
Anche la vocale a è usata, con funzione eufonica, per esempio nella traduzione del sostantivo ‘ieri’ di cui si hanno le due forme: iēr, a-iēr, per l’uso delle quali si ricorre spesso a criteri soggettivi.
Nota 5 –
Il pronome personale fittizio, alla 2ª persona singolare, maschile e femminile, si rende, oltre che con té, anche con ét. A seconda dei casi che si presentano, può essere facoltativo, oppure obbligatorio, l’uso dell’una o dell’altra voce, come risulta dagli esempi che seguono:

es. 1- Ét (té) pêr tó pêder! – Sembri tuo padre!
Frase esclamativa: uso facoltativo dell’una o dell’altra delle due voci.

es. 2- A fâgh cme ét (té) dî té – Faccio come dici tu
Quando l’avv. come indica modo o maniera: uso facoltativo dell’una o dell’altra delle due voci, pur essendo, in questo caso, più usata la voce ét.

es. 3- L’è dmèj ch’ét mâgn mēno – È meglio che tu mangi meno.
Se il verbo della frase è coniugato nel modo congiuntivo e inizia per consonante è preferibile l’uso di ét che rende più scorrevole la frase.
L’è dmèj che té rèst disocupê:
L’è ‘dmè ch’ ét rèst disocupê.

es.4-A vòj che t’ armâgn ché – Voglio che tu rimanga qui.
Se però il verbo della frase è coniugato nel modo congiuntivo ma inizia per vocale, cade l’uso di ét e ritorna quello di té.

es.5 – Ét (té) t’ afàn tròp – Ti affanni troppo.
Se il verbo della frase inizia per vocale , ma è riflessivo, è facoltativo l’uso dell’una o dell’altra delle due voci.

es. 6 – Té ch’ét sê ed lètra – Tu che sei istruito.
Se il pronome ‘tu’ è seguito dal pron. relativo ‘che’, è preferibile l’uso di ét che rende più scorrevole la frase.

es. 7 – Dém ‘s ét (cs’ét, cusa té) vō – Dimmi cosa vuoi.
Frase interrogativa indiretta: uso facoltativo dell’una o dell’altra delle due voci, pur essendo, in questo caso, preferibile la voce ét.

es. 8 –
a) Che léber lēşet? – Che libro leggi?
a) Frase interrogativa diretta: uso obbligatorio di ét che, in questo caso, perde l’accento, essendo già accentato il verbo col quale forma praticamente un solo vocabolo.
b) Srêt bòun? – Sarai buono?
b) Frase interrogativa diretta: uso obbligatorio di ét che perde la ‘e’, essendo tale pronome preceduto da vocale.
es. 9
S’ ét (s’ té) vō ch’ agh (che ‘gh) vâga, dél! – Se vuoi che ci vada, dillo!
Frase ipotetica: uso facoltativo dell’una o dell’altra delle due voci.

es. 10
Ét (té) saltarê dmân! Salterai domani!
Verbo coniugato all’ imperativo futuro: uso facoltativo dell’una o dell’altra delle due voci.

– La 3ª persona femminile singolare del pronome personale rafforzativo è traducibile in tre modi: a, la, l’.
Usiamo il primo modo (a) come soggetto dei verbi impersonali (V. es.1).
Usiamo il secondo modo (la) davanti a consonante (V.es.2).
Usiamo il terzo modo (l’) davanti a vocale (V.es.3).
es. 1
A t’ n’ impôrta prôpia! – Te ne importa proprio!
Il pronome A è soggetto di un verbo impersonale.
es. 2
La vindîva di fasô – Vendeva dei fagioli
es. 3
L’andêva sèimp’r a mèsa – Andava sempre a messa.

Pronomi personali di complemento

Italiano

Reggiano

me, mi (me, a me)

mé, a’m, ém, ‘m, m’

te, ti (te, a te)

té, a’t, ét, ‘t, t’

lui, lo, (lui, esso)

ló, al, el

lui, gli (a lui)

a’gh, égh

lei, la, le

lē, a’gh, égh, ghe, gh’

noi, ci (noi, a noi)

es, ‘s

voi, vi (voi, a voi)

a’v, év, a’gh, ghe, gh

loro, le (loro, esse)

a’gh, égh, ghe, gh’

loro, li (loro)

i

sé

ló (masch.) lē (fem.)

sé (a loro)

lōr

si (a sé)

a’s, es, ‘s

si

a’s, es, ‘s

I pronomi personali complementi di 1ª e 2ª persona singolare, hanno tre forme d’impiego, valide per entrambi i generi: (mé), (a’m, ém, ‘m), (m’) e (té), (a’t, ét’, ‘t), ( t’).

Usiamo la prima forma (mé, tè) in fine di frase o di periodo
es.:
I ciâmen mé – Chiamano me./ I pêrlen a mé – Parlano a me.
A ciâm té – Chiamo te. / Al pèinsa a té – Pensa a te.

Usiamo la seconda forma (a ‘m, a ‘t) in corso di frase o di periodo, se segue una consonante
es.:
A ‘m (ém) ciâmen – Mi chiamano / A’t (ét) pêrel – Tu parli.
A ‘t (ét) ciâm – Ti chiamo – Al ‘t pèinsa – Ti pensa.

Usiamo la terza forma (m’, t’) in corso di frase o di periodo, se seguono una vocale
es.:
Al m’ ajóta – Mi aiuta / La m’ à sorîs – Mi ha sorriso
A t’ aspèt – Ti aspetto / I t’ ân scrét – Ti hanno scritto.

Se i pronomi personali complementi sono retti dalla preposizione ‘con‘, si useranno le forme, valide per entrambi i generi, mēgh (con me), tēgh (con te), sēgh (con lui/lei), nôsch (con noi), vôsch (con voi), sēgh (con loro).

Esempi con il pronome personale di complemento di 3ª persona singolare e plurale traduce l’italiano ‘gli (a lui, a loro), le (a lei, a loro)’:


I amîgh a ‘gh fân fèsta – Gli amici gli fanno festa
Al chêrt égh gîren bèin – Le carte girano a suo favore
Al mē suréli a ‘gh ôfren la sèina – Le mie sorelle gli offrono la cena. Al mē suréli a ‘gh ân ofêrt la sèina – Le mie sorelle ‘gli’ hanno offerto la cena

Pronomi possessivi 

Persona

Maschile singolare

Maschile singolare

Femminile plurale

Femminile plurale

1a singolare

mio/mio

mia/mia

miei/mē

mie/mē

2a singolare

tuo/tóvo

tua/tóva

tuoi/tō

tue/tō

3a singolare

suo/sóvo

sua/sóva

suoi/sō

sue/sō

1a plurale

nostro/nôster

nostra/nôstra

nostri/nôster

nostre/nôstri

2a plurale

vostro/vôster

vostra/vôstra

vostri/vôster

vostre/vôstri

3a plurale

loro/lōr

loro/lōr

loro/lōr

loro/lōr

Si noti che le terze persone del singolare maschile e del singolare femminile hanno forme diverse, mentre al plurale hanno la stessa forma che differisce, naturalmente, solo nell’articolo i per il maschile – al per il femminile
es.:
I mē – I miei / Al mē – Le mie / I tō – I tuoi / Al tō – Le tue / I nôster – Al vôstri

Pronomi relativi

 

Si dicono ‘relativi’ i pronomi che pongono in relazione due o più proposizioni tra di loro.
Essi sono:
Chi = chi – che = che
Chi = chi invariabile

Chi l’à dét an sà gnînt – Chi l’ha detto non sa niente
Al dâgh a chi al vôl – Lo do a chi lo vuole
Che = che al maschile plurale cambia in chi.

Negli altri generi e numeri si usa apostrofato.
es.: A cgnós al ragasōl ch’ al sìga – Conosco il bambino che piange
A cgnós la ragasōla ch’ la siga – Conosco la bambina che piange
Al schêrpi ch’ a ‘s în ròtti – Le scarpe che si sono rotte
Al pôrti chi ‘s ēren avêrti – Le porte che si erano aperte

1) il pronome relativo che può essere sostituito dalla voce invariabile ech.
Ciò avviene quando il pronome relativo è immediatamente seguito da consonante.
es.: L’aparèc ech (ch’ al) partés dmân – L’aereo che parte domani
La ragàsa ech (ch’ la) ciciâra têgh – La ragazza che chiacchiera con te
La giâca ech t’é més l’é la mìa – La giacca che ti sei messo è la mia

2) ech, come sostitutivo di che, ha anche valore di aggettivo esclamativo e si usa per indicare la qualità di qualcosa o di qualcuno. Ovviamente deve sempre essere seguito da consonante.

es.:

Ech (che) gât furób!– Che gatto furbo!
Ech (che) bèla cà! – Che bella casa!
Ech (ch’) ân furtunê! Che anno fortunato!
Ech (ch’) andadùra svélta! Che incedere veloce!

3) Con che si traducono i pronomi relativi preceduti da preposizione semplice o articolata, come ad esempio ‘a cui, di cui, con la quale, per i quali’ ecc..
Le forme: dal quale, con il quale, per il quale, in tutte le forme (maschile, femminile, singolare e plurale che potrebbero essere tradotti con: dal quêl, cun al quêl, p’r al quēl, ecc. nel dialetto reggiano non vengono usati.

Pertanto, frasi come:

si tradurranno con:

Giovanni, ‘di cui (del quale)’ ti ho parlato ieri…

Şvân, che (ch’) a t ‘n’ ò parlê iér…

Tua sorella, ‘a cui (alla quale)’ ho dato un libro…

Tó surèla, che (ch’) a gh’ ò dê un éber…

I tuoi cugini, ‘di cui (dei quali)’ mi fidavo tanto…

I tō cuşèin, che (ch’) am fidêva tânt…

I suoi nipoti, ‘per i quali’ avrebbe dato la vita….

I sō anvōd, che (ch’) al gh’aré dê la véta…

 

Pronomi interrogativi

 

Sono  i pronomi che introducono una domanda, diretta o indiretta. Essi sono:

 1) chi? = chi? – Invariabile, si riferisce a persona.
es.: Chi à parlê? – Chi ha parlato?
Ed chi él sté léber? – Di chi è questo libro?
A vòj savèir chi à ridû. – Voglio sapere chi ha riso.

2) Csa? – (csa?, ‘sa?) – Invariabile, si riferisce a cosa e traduce la locuzione pronominale interrogativa (che) cosa?.
es.:
Csa (c’sa – ‘sa) gh’ é? – (Che) cosa c’è?
A csa pèinset? – A (che) cosa pensi?
es.: I m’ àn dét a csa ‘t pèins – Mi hanno detto a (che) cosa pensi

3) quêl? – quêla?- quêi? – quêli? (1) = Quale? (m. e f. s.) – Quali? (m. e f. pl.).
Si riferiscono a qualità.
es.:
Quêl, quêla vōt? – Quale (m. e f. sing) vuoi?
Quêi, quêli vōt? – Quali (m. e f. pl.) vuoi? ‘
T m’ è da dîr quèi (quèli) ét vō (1) – Mi devi dire quali (m. e f. pl) vuoi

4) Quânt? (2) (m. s. e pl.), quânta?, quânti? = quanto/i?, quanta?, quante?.
Si riferiscono a quantità.
es.:
Quânt mâgnet? – Quanto mangi?
In quânt cântni? – In quanti cantano?
Quânta in vindîv? – Quanta ne vendete?
A quânti al regalev? – A quante lo regalate?
T’ an sê mìa quânt al spènd (1) – Non sai quanto spende

Note:
1) Dagli esempi proposti risulta che i pronomi interrogativi sopra elencati si usano anche nelle proposizioni interrogative indirette.
2) Quânt si usa anche nelle esclamazioni.
es.:
quânta nèbia! = quanta nebbia!

 

Pronomi indefiniti

 

Si dicono Indefiniti i pronomi che indicano una quantità indeterminata di persone animali o cose.
Si suddividono in due gruppi:

1) Indefiniti che possono essere pronomi e aggettivi.
2) Indefiniti che possono essere soltanto pronomi.

 Indefiniti che possono essere pronomi e aggettivi

Singolare

Italiano (masch.)

Reggiano (masch.)

Italiano (femm.)

Reggiano (femm.)

altro

êter

altra

êtra

altrettanto

etertânt

altrettanta

etertânta

ciascuno

ciaschidûn

ciascuna

ciaschidóna

diverso

divêrs

diversa

divêrsa

molto

dimòndi

molta

dimòndi

niente

gnînt

niente

gnînta

nessuno

nisûn

nessuna

nisóna

poco

pôch

poca

pôca

tale

têl

tale

têla

tanto

tânt

tanta

tânta

troppo

trôp

troppa

trôpa

tutto

tót

tutta

tóta

Plurale

Italiano

(maschile)

Reggiano

(maschile)

Italiano

(femminile)

Reggiano

(femminile)

altri

êter

altre

êtri

altrettanti

etertânt

altrettante

etertânti

ciascuno

tót

ciascuna

tóti

certuni

sertûn

certune

sertóni

diversi

divêrs

diverse

divêrsi

molti

dimòndi

molte

dimòndi

pochi

pôch

poche

pôchi

tanti

tânt

tante

tânti

tali

têl

tali

têli

tutti

tót

tutte

tóti

troppi

trôp

troppe

trôpi

Alcuni esempi:

Aggettivi

Pronomi

Cumprê tót i léber

Comprate ciascun libro

Tót i srân paghê

Ciascuno sarà pagato

A ‘gh è dimòndi cunfusiòun

C’è molta confusione

A ‘gh n’è dimòndi

Ce n’è molta

Al gh’ à ‘n’ êtra amîga

Ha un’ altra amica

Al ‘n’ à ‘vû ânca dal j êtri

Ne ha avute anche delle altre

Al fâgh cun etertânta vòja

Lo faccio con altrettanta voglia

L’è partî e mé a j ò fât etertânt

È partito e io ho fatto altrettanto

An gh’òm gnînta fâm

Non abbiamo niente fame

A j ân fât gnînt

Non hanno fatto niente

An ‘t gh’é nisùn mistēr a mân

Non pratichi nessun mestiere

An ‘m in piês nisóna

Non me ne piace nessuna

A gh’ ēra pôchi ragâsi

C’erano poche ragazze

A n’è gnû pôchi

Ne sono venute poche

Ét vòi tânt bèin

Ti voglio tanto bene

A sî cme tânti

Siete come tante

‘Na têl cunfusiòun!

Una tale confusione!

L’ à telefonê al têl

Ha telefonato il tale

A j ó girê tót al mónd

Ho girato tutto il mondo

A gh’ ēren tót

C’erano tutti

A ‘gh vōl trôp tèimp

Ci vuole troppo tempo

Té ‘m n’è dê trôp

Me ne hai dato troppo

Divêrsi dòni a sighêven

Varie donne piangevano

Divêrsi j ēren d’acôrdi

Vari erano d’accordo

Altri indefiniti Italiani (agg. e pron.) che non hanno la corrispondente forma dialettale sono sostituiti da indefiniti sinonimi o da perifrasi.

 

Indefiniti che possono essere soltanto pronomi

Italiano

(maschile)

Reggiano

(maschile)

Italiano

(femminile)

Reggiano

(femminile)

chiunque

tót

chiunque

tóti

ognuno

ciaschedûn

ognuna

ciaschedóna

qualcuno

quelchidûn

qualcuna

quelchidóna

Esempi :

Al pêrla cun tót – Parla con chiunque
Ciaschedûn al fà còl ch’al vōl – Ognuno fa quello che vuole
Èt vést quelchidûn? – Hai visto qualcuno?

Il pronome “as”: si


In italiano il pronome “si” assume differenti valori a seconda della diversa funzione svolta all’interno della frase, in reggiano tutte queste funzioni vengo svolte dal pronome “as/a’s/ ‘s” o “es/e’s/ ‘s“.
es.:
A la nôt as và a lèt: alla notte si va a letto.
Per ciapêr al trēno e’s và in stasiòun: per prendere il treno si va in stazione;
A lavurê ‘s fa fadîga: a lavorare si fa fatica.