Guazzatoio, canale dove scorre acqua per guazzare e abbeverare i cavalli, anche ampia fossa adibita allo stesso uso, in particolare, nell’uso toscano di portare un cavallo (o altro animale), a camminare nel fiume perché si rinfreschi le gambe.
Voce settentrionale dal latino medievale. Sella nel “Glossario latino emiliano” del 1937 scrive: «’guazàre’ nel latino medievale di Reggio 1265 e Modena 1327» pubblicato anche da G. Morelli nel 1444. Nel 1562 Fortini scrive: « “guazare” scuotersi in un recipiente non pieno, detto di liquidi» l’italiano “guazzare” viene citato (pare per la prima volta) nel 1597 da Solderini.
Vocabolo di origine contesa tra il germanico e il toscano popolare di derivazione latina. La prima ipotesi è supportata dal legame sonoro “gw”, importato in Italia da i popoli che, in epoca romana, vivevano a nord del Reno, questi germanici quando si immergevano e nuotavano per attraversare un corso d’acqua parlavano di “wazzar” termine in cui si riconosce il tedesco “Wasser” e che in seguito, in lingua italiana, si sarebbe trasformato nel verbo “guazzare” semanticamente sempre riconducibile ai significati di acqua e movimento. La seconda ipotesi deriva dal fatto che anche i romani avevano una parola per indicare l’attraversamento dei corsi d’acqua che era ” vadare” oggi “guazzare” per via di una germanizzazione secondaria e della radice “vad-” (forma rafforzata di “ud” derivazione del sanscrito “ud–an”: umido). Secondo alcuni “guazzare” altro non sarebbe che la forma popolare toscana della parola “guadare”, riconoscibile, nel derivato “guado” in due passi dell’Inferno tratti dalla “Divina Commedia” di Dante e nel “Decameron” di Bocaccio.
Un po’ di storia locale
Dal fascicolo “Isolato N° 91 compreso tra le via delle Quinziane, San Carlo, Ponte Besolario, Luciano Fornaciari e piazza Antonio Fontanesi”. Tratto dall’ “Indagine sul patrimonio edilizio, sulle attività, sulla popolazione del centro storico di Reggio Emilia estesa ai 160 isolati che lo compongono – 1997 /1998”: “Tale zona era sicuramente abitata ed edificata nel medioevo. Negli Statuti di Reggio (1265) viene nominato il Guazzatoio, via chiamata allora “strada di Porta Castello”. Quì scorreva il Canale grande; esso si dirigeva da Porta Castello lungo via del Guazzatoio e via S. Carlo fino al1’incrocío di quest’ ultima con via S. Filippo, questa zona derivava la sua importanza strategica dalla presenza, come si è già rilevato di Porta Castello costruita nel 1226 in asse con l’attuale via del Guazzatoio”. Da ricordare anche che a Reggio la via del Guazzatoio era la parte terminale sud del Cardo romano che, tagliato all’altezza di Piazza San Prospero, proseguiva a nord con l’attuale via Roma dove, al suo inizio, si incrociava con il Decumano rappresentato dalla attuale Via Emilia. All’inizio della parte sud sulla curva che porta in viale Montegrappa è presente un palazzo che nella sua facciata è rappresentato un arco che riproduce quella che era l’antica Porta Castello, nella parte est e nello scantinato di questo palazzo sono conservati resti di quelle che erano le antiche mura, unica testimonianza della duecentesca cinta della città.