Môro: moro, uomo bruno; dal latino “Maurus”: abitante della Mauritania, mauro, mauritano; africano, diventato poi “morus”: moro, scuro; dal greco “mavros”: nero, scuro,
Fa parte di un detto famoso in voga un po’ di tempo fa: “t’ al dâgh mé ‘l tabâch dal Môro!” letteralmente ‘te lo do io il tabacco del Moro’, con il significato ‘te le do di santa ragione’, “non te la faccio passare liscia” indica una punizione esemplare; è derivato dall’espressione francese “passer à tabac”: pestare, picchiare qualcuno di santa ragione. Ha origine dalla locuzione del linguaggio marittimo francese, “coup de tabac” la quale è la definizione che viene data a una tempesta breve ma violenta che rischia di fare danni o affondare l’imbarcazione. Deverbale di “tabasser”: colpire qualcuno, la cui radice “tab” significa “battere, colpire”, incrociato con “tabac”: tabacco. Nel XIX secolo, “tabac” ha assunto il significato di “botta, colpo”. “Passer à tabac” significa quindi colpire violentemente qualcuno o qualcosa. Traducendo, erroneamente, l’omografo “tabac” in “tabâch”: tabacco, il dialetto ha personalizzato il detto con una famosa e antica marca di tabacco da fiuto, fine e, pare, molto costosa, appunto “Il Tabacco del Moro”.